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sabato 1 marzo 2008

Riflessioni all'imbrunire....

Ho un ricordo piacevolissimo del 1988. Il "boom economico" aveva investito un pò in ritardo anche la nostra città (..e sarebbe comunque durato poco!!). Le industrie spuntavano come funghi laddove prima sbocciavano, sornioni, campi interi di cavolfiori e barbabietole. Un pò come nella via Gluk. La tecnologia avanzava inesorabile, modificando gli usi e i costumi della nostra civiltà contadina, abituata a mangiare pane secco e bestemmie. Il primo grande passo fu compiuto quando venne eretto, nel bel mezzo dell'orto dell'allora proprietario del più famoso (nonchè unico) alimentari del quartiere, un "commutatore valvolare di bestemmie". Il commutatore a valvole era stato concepito con l'illuminato scopo di tramutare le blasfeme imprecazioni dei coltivatori, spezzati sotto il peso di infami fatiche, in salcicce di maiale e cartoni di lardo di colonnata da un kg l'uno. Inutile dire che le bestemmie non diminuirono data la convenienza alimentare. Anzi l'aumento delle bestemmie si quadruplicò, e man mano che altri commutatori venivano installati nei vari campi agricoli, iniziarono anche simpatiche gare per la bestemmia più "produttiva". Le chiesette dei vari quartieri, con annessi i relativi sacerdoti, preoccupati dell'osceno dilagar di miscredenza, cercarono di opporvi un rimedio. Iniziarono così a comparire luminose insegne al neon, sistemate in cima ai campanili, riportanti la scritta "Un pieno gratis di benzina agricola per chi si confessa prontamente". Ora erano i benzinai a lamentarsi, poichè, oltre a dover regalare un pieno di benzina, non avevano un commutarore di bestemmie da poter sfruttare, ogni qualvolta vedevano avvicinarsi un trattore. Anche nel famigerato Bar Arcangelus fece la sua comparsa il commutatore valvolare di bestemmie. Grippò subito. Fù durante una memorabile partita di briscola, sotto il peso di una bestemmiona di 24 minuti recitata tutta d'un fiato dal mitico camionista Giorgio "Amianto in the mouth" Emana, recordman tutt'ora imbattuto. Il commutatore aveva i suoi limiti. Fece comunque in tempo a sfornare 235 kg di salcicce ed una fornitura di lardo tale da poter sfamare 3/4 di Africa, prima di consegnare definitivamente le targhe. Furono organizzate 57 sagre del Lardo e 12 sagre della salciccia in soli 2 mesi, per sfruttare al meglio il ricco ricavato alimentare del "bestemmione d'amianto", così rinominato dallo stesso autore. Si sperava, con il ricavato economico proveniente dalle sagre, di acquistare un nuovo commutatore. Giggi però, come autore della proverbiale bestemmia, dopo averla registrata alla Siae tra lo stupore degli impiegati, decise che il ricavato sarebbe servito in parte per la realizzazione di un monumento alla Ferrari nella sua camera da letto, ed in parte per acquistare azioni della "Lebole", nota marca di pantaloni in velluto a zampa di elefante, di cui lui è sempre stato sponsor non ufficiale. Lo sforzo economico di Giggi non salvò la "Lebole" dal fallimento e noi ci ritrovammo comunque senza il commutatore a valvole. Voci di corridoio sostengono che un esemplare dell'ingegnoso marchingegno, sia tutt'ora in possesso del malavitoso Boss della salciccia norcina, tale Don Pierluigi. Non sappiamo se questo sia o non sia vero, ma ogni qualvolta vi ritroverete di fronte ad piatto contenente lardo di colonnata e salcicce, pensate a quante bestemmie sono state versate. Judas

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