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mercoledì 12 marzo 2008

Demolition man

Il mito di Demolition man ebbe origine sul tramontare del luccicante anno 1996, tra i banchi di scuola dell'allora I E del Liceo Scientifico “Carlo Jucci” di Rieti. Ad incarnare quel truculento eroe dell'era moderna un goffo energumeno, per metà uomo e per metà stallone purosangue, noto tra i suoi coetanei per le spropositate dimensioni del suo organo genitale. Quell'individuo dall'espressione genuina ed un fisico a dir poco statuario rispondeva al nome di Andrew Winchester, attuale membro onorario della nostra beneamata Gang Apart. Nonostante la descrizione finora imboccatavi dalla mia forchetta, Andrew non si poteva certamente dipingere come una persona cattiva, tanto meno violenta. La sua bontà era anzi così risaputa tra la comunità da venire addirittura confusa per fesseria, a tal punto che non pochi dei suoi compagni di scuola e di sport osarono giocargli dei tiri mancini, schernendolo e talvolta anche umiliandolo pubblicamente, senza che lui abbozzasse una benché minima reazione. Era un po' come se la sua pazienza fosse dotata di un serbatoio dalla capienza illimitata, un pozzo dove inghiottire tutta la frustrazione e l'odio di questo mondo. Conosceva la sua immane potenza, plasmata ad arte dalle fatiche impartitegli dal padre, Don Pierluigi; e proprio il timore di far del male a qualcuno fu il vero freno che impedì ai suoi istinti punitivi di concretizzarsi. Tuttavia, l'inibito bisogno di sfogo divenne sempre più difficile da accettare per Andrew. Tutti quei castighi psicologici impostigli da Don Pierluigi crearono in lui un conflitto interiore, traducibile nel dilemma “autonomia o dipendenza dalla famiglia”. Da questa guerra psichica interna, venne fuori tutta la complessità e l'innata follia del ragazzo, il quale, a seguito di un lungo e travagliato periodo di crisi, diede piena libertà alla sua brama distruttiva, vendicando tutte le sue delusioni regresse sull'ambiente a lui circostante, salvando da questa sua incosciente operazione di annichilimento proprio l'essere umano suo prossimo, l'unica reale causa di questa sua metamorfosi comportamentale. Fu così che Andrew cominciò a demolire luoghi pubblici, abitazioni private, ambienti naturali. Rase al suolo il Liceo scientifico da lui frequentato, devastando dapprima ciascuna delle aule della succursale e della sede principale, poi occupandosi dei locali interni alla palestra, con particolare attenzione agli spogliatoi ed al materiale didattico necessario per svolgere educazione fisica. Mandò in frantumi diverse opere pubbliche del suo quartiere e della città. Incendiò terreni agresti. Disboscò intere foreste. Solamente allora Don Pierluigi capì che i suoi freni non erano valsi a nulla, giungendo d'altro canto ad una dolorosissima verità: suo figlio, sangue del suo sangue, non solo aveva ereditato gli stessi suoi geni devastatori, ma stava divenendo anzi molto più pericoloso. Fu allora che, col cuore in mano, decise di ovviare al problema, optando per la scelta che, sotto tutti gli aspetti, risultava essere inevitabile: varcata appena la soglia del nuovo millennio, Andrew fu sottoposto ad un'iniezione correttiva, che trasformò i suoi feroci aneliti di depredazione in morbosi desideri sessuali. Da quell'istante, ogni genere umano di sesso femminile che dimostrasse una minima capacità respiratoria (non era importante se fosse o meno accondiscendente) poteva ritenersi seriamente avvertito: la caccia alla passera era ufficialmente aperta! E sebbene tutte le verginelle che popolavano ciascuno dei cinque continenti già tremavano all'idea di ritrovarsi a tu per tu con quell'energumeno superdotato senza scrupoli, il pianeta stesso poteva invece dirsi ormai salvo. Plotoni di associazioni in difesa della Terra festeggiarono quest'evento per giorni e giorni, ignari che, seppur sopravvissuti a questo grave pericolo, il male tuttavia non era ancora stato del tutto debellato.

To be continued...

1 commenti:

Anonimo ha detto...

GENIALE!!!!!e pur sempre vera..