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domenica 16 marzo 2008

Rieti come Napoli?

Rubo un po' del vostro tempo prezioso, riservandomi una piccola parte di questo nostro blog, per affrontare un discorso che ci tocca da vicino. Da vari documenti di pubblico dominio si è evinto, nei giorni scorsi, che la discarica di Monterazzano a Viterbo non accetti più i rifiuti provenienti dal territorio reatino. Non esistendo, per quanto si sappia, un piano alternativo di smaltimento, è logico dedurre per la nostra città una non rosea prospettiva futura, analoga a quella, tristemente nota, relativa a Napoli. A meno che non si consideri la triste eventualità di costruire un inceneritore tutto nostro. Ebbene, nessun ente affronta un tema così delicato dinanzi alla stampa. Ciò nonostante, caso strano, dagli uffici della Provincia trapelano curiose notizie sul fatto si stia concludendo positivamente l’iter di autorizzazione alla realizzazione di impianti di produzione di energia da biomasse. Tra le biomasse, lo sottolineo per chi non lo sa, ufficialmente (ma al contempo erroneamente) viene anche considerato il CDR (combustibile derivato da rifiuti). E visto che a Rieti non risulta affatto l’esistenza di una qualche filiera di produzione di biomasse, dubitare a proposito dell'eventuale trasformazione della struttura sopra citata in un inceneritore viene dunque spontaneo. Non sarebbe di certo il primo caso in Italia (Isernia, Terni ecc.) di termovalorizzatori a biomasse divenuti poi inceneritori di rifiuti. Una cattiva tendenza, che sta divenendo sempre più ricorrente nel nostro Paese. Bisogna sapere però che, a fronte di una risoluzione del problema strettamente connesso allo smaltimento dei rifiuti, la presenza di inceneritori comporterebbe un incremento dimostrato del tasso di incidenza dei tumori (a Terni, giusto per fare un esempio, questo tasso è stato del 23% dalla data di costruzione dell'inceneritore; sarà un caso?). Non dimentichiamo, inoltre, che Rieti sorge in una conca ed il pericolo che le diossine si inglobino al suo interno è molto elevato, praticamente scontato. Intanto in un recente incontro pubblico, alcuni amministratori al vertice dell’A.S.M. (il presidente Gerbino compreso) hanno preso l’impegno di presentare, ufficialmente entro novembre del 2007, un piano industriale sullo smaltimento. Tuttavia, ancora non si sa di cosa si tratti, quali siano i costi di attuazione e di gestione. Parallelamente, il meet-up reatino degli “Amici di Beppe Grillo” ha consegnato un programma detto “Rifiuti zero”, già funzionante in una cittadina delle stesse dimensioni di Rieti, pregando l'amministrazione provinciale di tenerlo in attenta considerazione. Non ci sarebbe niente da sperimentare, solo da copiare bene (il timore che qualche incompetente lo trascriva male, ve lo confesso, almeno a me permane). Ma cosa sarebbe questo progetto “Rifiuti zero” tanto caro a Grillo e ai suoi grillari? Vi spiego: il piano verrebbe realizzato attraverso una virtuosa combinazione di raccolta differenziata porta a porta ed un trattamento meccanico biologico. Questo processo combinato consentirebbe di cogliere alcuni obiettivi risolutivi, quali la tutela della salute e dell'ambiente, la trasformazione del rifiuto in risorsa (il cui recupero totale comporterebbe un cospicuo guadagno), una progressiva ma decisa riduzione della TARSU (tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani), la creazione infine di centinaia di posti di lavoro stabili. I nostri politici, che per gestire la cosa pubblica prendono fior fior di soldoni, hanno l’importante onere di compiere delle scelte che implichino una responsabilità in ottica apartitica, avendo come unico obiettivo il bene della provincia e di tutti i suoi abitanti. Non credete anche voi, membri smisuratamente lunghi, duri come il travertino e sbrodolosi come la bocca di un bimbo mentre fa la pappa?

7 commenti:

Enzo ha detto...

Credo!
Mai e poi mai!! Ci manca solo l'insainalatore a Rieti...
Già, non voglio dire Merda per non essere volgare, di puzza però ce n'è tanta e la prima proviene non dall'ex Viscosa bensì dalle lussuose poltrone nei palazzi del potere.
In quanto membro (turgido sabordante e favellico), non solo della Gang Apart, ma anche della cittadinanza reatina (fortuna o sfortuna??..chissà..)sono disposto perfino ad una accurata campagna di sensibilizzazione (porta a porta, pianerottolo a finestra o giardino a balcone..è indifferente), pro ambiente e contro la "puzza" ! Stavolta non facciamoci fregare..giù le mani dalla nostra città! O con Noi o contro di Noi!!! ()

Lou Brown ha detto...

Che poi, per quel che concerne la puzza, abbiamo già l'Emainatore di Giggi. E quello già basta ed avanza! (Una battuta, giusto per sdrammatizzare...)

Judas ha detto...

Lou sono con te!!! Mi associo al tuo pensiero e alle tue reali preoccupazioni dinanzi a questo problema che potrebbe, a breve, coinvolgere la nostra città!! Allora il mio urlo è uno solo: Gang unisciti contro ogni problema cha affligga la nostra città, già piena di conflitti da risolvere e politici da mandare a casa. La Gang Apart deve fare qualcosa! Indico una riunione che faccia conoscere, oltre al nostro nome, iniziative per il bene pubblico. Siete con la Gang o contro la Gang?

Lou Brown ha detto...

Alla Gang il mio corpo, la mia anima, il mio cuore.

Tyler Durden ha detto...

nel mio caso sfondi una porta aperta.

Winchester ha detto...

Voglio spezzare una lancia a favore dell'inceneritore....se e dico se ....lo scelta die rifiuti e l'attenta selezione di questi , possono ridurre le esalazioni degli inceneritori, prova ne è che vicino a Milano esista l'inceneritore migliore d'europa , e i gas uscenti da quest'ultimo sono totalmente al di sotto delle soglie di allarme..(hanno valori 10 volte minori di tante macchine che scaricano ogni giorno i loro combusti).Per quanto riguarda Terni io non indicherei solo l'inceneritore come incremento di quella percentuale di tumori , ma l'installazione di tre inceneritori , in un territorio che va via via soffocando , inoltre sarete concordi con me che anche solo vedendo gli ultimi 5 anni il problema traffico a Terni è aumentato sproporzionalmente.
Chiaramente non sono del tutto favorevole all'inceneritore , ma come avrete capito non ne escludo totalmente gli usi se vengono fatti entro certe norme , secondo me il miglior metodo per combattere il problema rifiuti è la raccolta differenziata , ma per far questa c'è bisogno di un cambiamento mentale in tutti noi.Purtroppo siamo ancora lontani da un certo tipo di pensiero e qualche imposizione o regola in più potrebbe essere utile in questo caso.Ripeto l'inceneritore non è la soluzione ultima , perchè non smaltirebbe quei rifiuti pericolosi

Lou Brown ha detto...

È fresca fresca di giornata (il comunicato ha come orario le 14.11, quindi, meno di due ore fa) la dichiarazione del presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli, in merito alla questione sulla presunta costruzione di impianti a biomasse nella provincia reatina. «Innanzitutto l'Amministrazione Provinciale, secondo le vigenti normative, ha il compito, nel caso di impianti alimentati da fonti rinnovabili, di rilasciare l’autorizzazione alla realizzazione ed all’esercizio previa una delicata e complessa fase istruttoria. Tale fase istruttoria prevede la partecipazione, tramite conferenza di servizi, di tutti gli enti interessati d’ufficio alle concessioni necessarie e preposti alla salvaguardia e alla tutela del territorio e dell’ambiente. Nel dettaglio, - prosegue Melilli - in seno alla conferenza dei servizi, gli enti esprimono il proprio parere in relazione alle specifiche competenze richiedendo eventuali integrazioni progettuali ed imponendo, qualora lo ritengano necessario, condizioni e prescrizioni mirate al rispetto delle norme vigenti in materia di salvaguardia ambientale, paesaggistica, sanitaria, etc. Tali prescrizioni, relative ad esempio ai sistemi da adottare in merito al trattamento, recupero, utilizzo e smaltimento delle ceneri che gli impianti una volta in funzione produrranno, vengono riportate integralmente nell'autorizzazione unica rilasciata al termine dell’istruttoria. In merito agli impianti alimentati a biomasse, attualmente in iter autorizzatorio, l'Ufficio Energia della Provincia precisa, inoltre, che essi saranno alimentati esclusivamente mediante biomasse lignocelluosiche proveniente da filiera corta (massimo 70 chilometri dall’impianto). Nello specifico verranno utilizzati: legno naturale di pioppo da SRF (Short Rotation Forestry); legno naturale proveniente dalle utilizzazioni boschive, dalle potature di uliveti e frutteti e delle alberature cittadine e dalle siepi; residui erbacei delle attività agricole; gusci delle nocciole e noccioli della frutta; sansa disoleata; segatura, corteccia, trucioli, pannelli, piallacci e scarti della lavorazione primaria e secondaria del legno non trattati chimicamente. Pertanto – conclude il presidente della Provincia - gli impianti per i quali sono stati attivati gli iter autorizzattivi (ex art. 12 Dlgs. 387/2003), non prevedono né prefigurano l’utilizzo di combustibile derivato da rifiuti». Tutto chiaro. Peccato che, come anche scritto nel post da me pubblicato, "visto che a Rieti non risulta affatto l’esistenza di una qualche filiera di produzione di biomasse, dubitare a proposito dell'eventuale trasformazione della struttura sopra citata in un inceneritore viene dunque spontaneo". Qui il problema non è quale combustile si utilizzerà ai fini dell'attività dell'impianto, ma se l'impianto verrà realmente adibito a termovalorizzatore a biomasse e non venga al contrario trasformato in inceneritore. Altro problema che si sta cercando di sviare è quale sia il piano alternativo di smaltimento di rifiuti, considerato il mancato rinnovo del contratto con la discarica di Monterazzano, a Viterbo. Su questo, probabilmente, Melilli farebbe bene a rispondere.