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sabato 16 agosto 2008

Road to Cilento - 'O sole mio

Ricevuta la notizia dell'eliminazione di Andrew Howe "Pei suzzi" nella fase di qualificazione del salto in lungo ai giochi olimpici di Pechino, torno ora dinanzi allo schermo del mio pc, per aggiungere un colorato tassello al già vivacissimo mosaico delle mie recenti vacanze estive. Il Cilento, si è detto: terra lambita da un mare a dir poco splendido, baciata da un sole radioso, che picchia sino al tardo pomeriggio coi suoi raggi cocenti, così caldi da mandare in corto circuito sia oggetti che persone. Sorte ha voluto che il mio cattivo feeling con la tecnologia non trovasse fine. Basti sapere del cellulare, in totale blackout per l'intera settimana, o del Bancomat, smagnetizzato e quindi illegibile a tutti gli sportelli di credito. Ma la maledizione che solitamente mi accompagna si è stavolta allargata anche all'interno della nostra combriccola di villeggianti. Chiedete pure a Sonno (semmai lo riusciste a trovare sveglio), in balia del suo capriccioso navigatore satellitare, ostinato ad indirizzarlo su percorsi più ostici e lunghi del previsto. Bizzarro è stato il ritorno da Ogliastro, durato quattro o cinque volte più del necessario; per darvi un'idea, è stato come se, per tornare da Vazia a Piazza Tevere, si prendesse la strada che passa per Cantalice e prosegue poi per Castelfranco. Addirittura memorabile, invece, l'itinerario indicatoci per giungere a Palinuro; dopo un quarto d'ora di superstrada, il Tom Tom ci ha consigliato di imbroccare l'uscita per percorrere la litoranea: un suggerimento romantico, considerata la stupenda vista panoramica sul mare, ma assolutamente sconsiderato dal punto di vista logistico; risultato, infatti, è stato che i 45 minuti sereni di viaggio assicuratici da uno dei vicini di casa, si sono trasformati in un'ora e mezza di puro calvario, divenuto addirittura martirio quando la Fiamminga junior, al volante della sua Lancia Y blu elettrico, con una manovra inspiegabile, è riuscita suo malgrado a bloccare il traffico di un intero paesello, per la precisione Ascea, rimediando una pioggia di insulti e strombazzamenti di clacson da ogni punto della strada, tali da costringere l'intera fauna marina a trovar pace in altri mari che bagnano la penisola (si dice che in quei giorni, le acque dinanzi a Fregene si siano riempite di una strana moltitudine di ricci ed orate). La foto a sinistra la ritrae ormai folle dopo l'accaduto. Ma oltre a lei, problemi ha avuto Debolezza, a cui, dopo il ritorno a casa, pare sia stata asportata tutta la pelle del viso, per via di un'ustione di terzo grado, che ha causato una necrosi dell'epidermide e del derma, danneggiando peraltro anche diversi tessuti sottostanti. In panne anche la Fiamminga senior, che ha mostrato gravi segni di disconnessione, forse uditiva. Qui di seguito, alcuni esempi:

(In spiaggia)
Lou: Oh, guarda: c'è anche la rete da beachvolley!
Fiamminga sr.: Il cane?
Lou: Scusa?

(In casa, durante la colazione, mentre racconto alla Fiamminga di un aneddoto appena capitatomi al bar, prima di comprare i cornetti)
Lou: Arrivo lì al bar e c'erano delle sedie a cui erano appesi dei fogli con sopra disegnate delle frecce. Io, allora, ho fatto il giro, credendo avessero appena passato lo straccio. E in effetti, era proprio così. La barista non riusciva a crederci. Mi ha detto che sono stato il primo, in tutta l'estate, a non camminare sul pavimento bagnato.
Fiamminga sr.: Di prima mattina a giocare a freccette?
Lou: Scusa?

(In auto, sull'autostrada, di ritorno verso Rieti)
Lou: Ma non è che magari tua zia intendesse dire che il Vesuvio sia visibile sulla Roma-Napoli e non sulla Napoli-Salerno?
Fiamminga sr.: Sì, in effetti il tutor per la velocità l'ho visto per la prima volta a Salerno.
Lou: Scusa?

Ho cercato di sotterrarmi. (Nel vero senso della parola.)


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