Prendo spunto dal post di Andrew sulle prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile, per aprire un piccolo dibattito. Parto dal mio modestissimo punto di vista, che fondamentalmente non è soltanto il mio, ma quello di tutti coloro i quali non hanno fette di prosciutto davanti agli occhi: queste elezioni sono anticostituzionali; il loro risultato è pertanto nullo. È stupefacente che il Presidente della Repubblica non abbia prima dato corso al referendum chiesto dai cittadini, tramite una raccolta firme proposta da Segni, inerentemente alla modifica della legge elettorale. Del resto, Napolitano prende il suo sontuoso stipendio proprio per prendere delle decisioni sulla base di quello che è il pensiero comune del popolo, e non di certo per fare la statua al Pincio (di antichi monumenti in Italia già ce ne sono a iosa). La Costituzione italiana è semplice, scritta in un lessico chiaro e corretto. Si può discutere, ma la sua interpretazione è palese. Il primo articolo non dice forse che la sovranità appartiene al popolo? Mi sembra invece che i deputati e senatori sono eletti dai segretari di partito, che dopo le prossime elezioni il Parlamento sarà deciso per quasi l'80% da due persone: Berlusconi e Veltroni. È il loro Parlamento: il parlamento veltrusconiano, non di certo “italiano”. Un parlamento che non avrà alcuna dialettica costruttiva di fondo. Le differenze tra PD e PDL, d'altronde, non esistono (provate a mettere a confronto i due programmi elettorali). Le elezioni politiche del 13 e 14 aprile non esistono realmente. È tutta scenografia: cartapesta di manifesti e studi televisivi occupati da servi dello Stato. I nostri voti saranno quindi voti a perdere. Non votare alle politiche è l'unica risposta possibile a questo regime, un'oligarchia camuffata da false vesti democratiche. Le liste elettorali sono come un uovo di Pasqua trasparente: dentro non c’è alcuna sorpresa. Diventeranno nostri dipendenti a 25.000 euro al mese Fassino (per la quarta volta), sua moglie (per la quinta volta), D’Alema, gli avvocati e la segretaria di Berlusconi. La Camera ed il Senato sono già al completo da tempo: sold out, signori! Il Parlamento è la nuova casa chiusa degli italiani. Ecco perché ritengo, al pari di Beppe Grillo e di molti altre persone savie che la pensano come lui, che non esiste un voto utile, bensì un “non voto utile”. Dal vocabolario Garzanti: Voto [vó-to]: 1. espressione della volontà, quando si deve eleggere qualcuno o si deve decidere qualcosa collettivamente. Utile [ù-ti-le]: 1. che può essere usato, che può appagare un bisogno 2. che apporta un vantaggio, un profitto; che è di giovamento efficace. Il voto del 13 aprile non è contemplato dal vocabolario, non possiamo infatti eleggere qualcuno, ma solo fare una croce su un simbolo di un partito. Anche la decisione collettiva è esclusa dalle elezioni politiche. Non è infatti un referendum e neppure una proposta di legge popolare. Un tempo, prima delle elezioni, si discuteva di sviluppo, di innovazione, del futuro delle nuove generazioni. Di un mondo migliore: piano piano, elezione dopo elezione. Scavando sempre più verso il basso, siamo arrivati a toccare il fondo, senza accorgercene. Gli anni sono passati e l’Italia non c’è più. I dibattiti si sono trasformati nell’analisi delle disgrazie nazionali, in sterile demagogia da usare come specchietti per le allodole. E le allodole, mi spiace dirlo, siamo proprio noi, che non ci accorgiamo dell'impossibilità di avere un futuro. Lo dicono indirettamente anche i fratelli Coen nel loro ultimo film premiato con (mi pare) quattro premio Oscar: non è un Paese per giovani.martedì 1 aprile 2008
Il non voto utile
Prendo spunto dal post di Andrew sulle prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile, per aprire un piccolo dibattito. Parto dal mio modestissimo punto di vista, che fondamentalmente non è soltanto il mio, ma quello di tutti coloro i quali non hanno fette di prosciutto davanti agli occhi: queste elezioni sono anticostituzionali; il loro risultato è pertanto nullo. È stupefacente che il Presidente della Repubblica non abbia prima dato corso al referendum chiesto dai cittadini, tramite una raccolta firme proposta da Segni, inerentemente alla modifica della legge elettorale. Del resto, Napolitano prende il suo sontuoso stipendio proprio per prendere delle decisioni sulla base di quello che è il pensiero comune del popolo, e non di certo per fare la statua al Pincio (di antichi monumenti in Italia già ce ne sono a iosa). La Costituzione italiana è semplice, scritta in un lessico chiaro e corretto. Si può discutere, ma la sua interpretazione è palese. Il primo articolo non dice forse che la sovranità appartiene al popolo? Mi sembra invece che i deputati e senatori sono eletti dai segretari di partito, che dopo le prossime elezioni il Parlamento sarà deciso per quasi l'80% da due persone: Berlusconi e Veltroni. È il loro Parlamento: il parlamento veltrusconiano, non di certo “italiano”. Un parlamento che non avrà alcuna dialettica costruttiva di fondo. Le differenze tra PD e PDL, d'altronde, non esistono (provate a mettere a confronto i due programmi elettorali). Le elezioni politiche del 13 e 14 aprile non esistono realmente. È tutta scenografia: cartapesta di manifesti e studi televisivi occupati da servi dello Stato. I nostri voti saranno quindi voti a perdere. Non votare alle politiche è l'unica risposta possibile a questo regime, un'oligarchia camuffata da false vesti democratiche. Le liste elettorali sono come un uovo di Pasqua trasparente: dentro non c’è alcuna sorpresa. Diventeranno nostri dipendenti a 25.000 euro al mese Fassino (per la quarta volta), sua moglie (per la quinta volta), D’Alema, gli avvocati e la segretaria di Berlusconi. La Camera ed il Senato sono già al completo da tempo: sold out, signori! Il Parlamento è la nuova casa chiusa degli italiani. Ecco perché ritengo, al pari di Beppe Grillo e di molti altre persone savie che la pensano come lui, che non esiste un voto utile, bensì un “non voto utile”. Dal vocabolario Garzanti: Voto [vó-to]: 1. espressione della volontà, quando si deve eleggere qualcuno o si deve decidere qualcosa collettivamente. Utile [ù-ti-le]: 1. che può essere usato, che può appagare un bisogno 2. che apporta un vantaggio, un profitto; che è di giovamento efficace. Il voto del 13 aprile non è contemplato dal vocabolario, non possiamo infatti eleggere qualcuno, ma solo fare una croce su un simbolo di un partito. Anche la decisione collettiva è esclusa dalle elezioni politiche. Non è infatti un referendum e neppure una proposta di legge popolare. Un tempo, prima delle elezioni, si discuteva di sviluppo, di innovazione, del futuro delle nuove generazioni. Di un mondo migliore: piano piano, elezione dopo elezione. Scavando sempre più verso il basso, siamo arrivati a toccare il fondo, senza accorgercene. Gli anni sono passati e l’Italia non c’è più. I dibattiti si sono trasformati nell’analisi delle disgrazie nazionali, in sterile demagogia da usare come specchietti per le allodole. E le allodole, mi spiace dirlo, siamo proprio noi, che non ci accorgiamo dell'impossibilità di avere un futuro. Lo dicono indirettamente anche i fratelli Coen nel loro ultimo film premiato con (mi pare) quattro premio Oscar: non è un Paese per giovani.
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7 commenti:
Stavo parlando con Manu roprio di questo stamane ...e lei mi ha detto, che vedendo una trasmissione ieri sera, noi abbiamo un diritto di non voto , questo perchè non basta annullare la scheda scrivendoci cazzate (ero partito subito con l'idea di crociare il partito "la minchia nel pugno" ) ma dobbiamo farlo presente prima di votare che ci appelliamo al diritto di non voto, o almeno mi sembra di aver capito così
Credo sia sufficiente non presentarsi al seggio...comunque dubito serva a qualcosa anche questo. Io tutt'ora sono indeciso su quello che farò...
certo che hai diritto a nn votare e se nn erro in sede di voto sono anche obbligati a rilasciarti un documento che attesta che te ci sei stato e nn hai voluto votare!!!
Giudicate secondo coscienza...
Se votate scheda bianca o nulla perchè non vi sentite rappresentati da nessun partito, in realtà, favorirete il partito con più voti. Infatti (vedere REGOLAMENTI PER IL CALCOLO DEL PREMIO DI MAGGIORANZA) anche i voti bianchi o nulli entrano nel calcolo del premio di maggioranza, favorendo chi ha preso più voti. ESISTE UN'ARMA LEGALE CONTRO QUESTA LEGGE INDECENTE E ANTIDEMOCRATICA!Di seguito i riferimenti legali.Tutto si basa su un uso 'puntiglioso' della legge:Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 - Art. 104 - Par. 55) Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale odi allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi atre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.Illustro nei dettagli il sistema da usare:
DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA:
1) ANDARE A VOTARE, PRESENTARSI CON I DOCUMENTI + TESSERA ELETTORALE E FARSI VIDIMARE LA SCHEDA
2) NON TOCCARE LA SCHEDA(se si tocca la scheda viene contata come nulla e quindi rientra nel meccanismo del premio di maggioranza)E ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (DOPO VIDIMATA), dicendo: 'Rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato!'
3) PRETENDERE CHE VENGA VERBALIZZATO IL RIFIUTO DELLA SCHEDA
4) ESERCITARE IL PROPRIO DIRITTO DI AGGIUGERE, IN CALCE AL VERBALE, UN COMMENTO CHE GIUSTIFICHI IL RIFIUTO (ad esempio: 'Nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta')(D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 - Art. 104)
COSì FACENDO NON VOTERETE, ED EVITERETE CHE IL VOTO,NULLO O BIANCO, SIA CONTEGGIATO COME QUOTA PREMIO PER IL PARTITO CON PIù VOTI!!
Art. 104
1. Chiunque concorre all'ammissione al voto di chi non ne ha il diritto o alla esclusione di chi lo ha o concorre a permettere a un elettore non fisicamente impedito di farsi assistere da altri nella votazione e il medico che a tale scopo abbia rilasciato un certificato non conforme al vero, sono puniti con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa sino a lire 2.000.000. Se il reato è commesso da coloro che appartengono all'Ufficio elettorale, i colpevoli sono puniti con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a lire 4.000.000.
2. Chiunque, appartenendo all'Ufficio elettorale, con atti od omissioni contrari alla legge, rende impossibile il compimento delle operazioni elettorali, o cagiona la nullità delle elezioni, o ne altera il risultato, o si astiene dalla proclamazione dell'esito delle votazioni è punito con la reclusione da tre a sette anni e con la multa da lire 2.000.000 a lire 4.000.000.
3. Chiunque, appartenendo all'Ufficio elettorale, contravviene alle disposizioni dell'articolo 68, è punito con la reclusione da tre a sei mesi.
4. Chiunque, appartenendo all'Ufficio elettorale, ostacola la trasmissione, prescritta dalla legge, di liste elettorali, di liste di candidati, carte, plichi, schede od urne, ritardandone o rifiutandone la consegna od operandone il trafugamento anche temporaneo, è punito con la reclusione da tre a sette anni e con la multa da lire due milioni a lire quattro milioni.
5. Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.
6. I rappresentanti dei candidati nei collegi uninominali e delle liste di candidati che impediscono il regolare compimento delle operazioni elettorali sono puniti con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da lire 2.000.000 a lire 4.000.000.
7. Chiunque, al fine di votare senza averne diritto, o di votare un'altra volta, fa indebito uso del certificato elettorale è punito con la pena della reclusione da sei mesi a due anni e con la multa sino a lire 4.000.000.
8. Chiunque, al fine di impedire il libero esercizio del diritto elettorale, fa incetta di certificati elettorali è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.
QUESTA E' SOLO INFORMAZIONE, E' GIUSTO CHE QUALSIASI CITTADINO SAPPIA COSA PUO' E COSA NON PUO' FARE QUANDO VIENE CHIAMATO ALLE ELEZIONI. QUESTO MESSAGGIO NON HA LO SCOPO DI ISTIGARE NESSUNO, MA SEMPLICEMENTE DI INFORMARLO, OGNUNO E' LIBERO DI AGIRE COME MEGLIO CREDE.
Ringrazio sentitamente Miss Carlita Brigante per questa puntuale e puntigliosa delucidazione. Molto probabilmente, tra meno di due settimane, agirò seguendo le procedure espresse dalla legge 104 del lontano 1957. (È possibile che dopo più di cinquant'anni la stragrande maggioranza del popolo italiano non sappia nulla di queste direttive?)
Non so voi, ma quando penso alle elezioni imminenti mi viene il magone e subito dopo correrei in bagno a vomitare. Come degli emeriti coglioni ci ritroviamo a votare gli stessi di pochi anni fa, ruotano i leader ma la gente è sempre quella. Sinceramente credo che darò il mio voto, anche se sono cosciente del fatto che probabilmente vincerà Berlusconi e se pure non sarà lui sarà Veltroni alias Ciccio di Nonna Papera che altro non è che l'ennesimo burattino. La verità signori membri è che l'Italia e gli italiani vogliono essere presi per il culo, vogliono fare quello che gli pare e la dimostrazione sta nel nostro mancato senso civico. Se stilassero la classifica dei paesi meno civili noi saremmo uno degli ultimi se non l'ultimo (almeno in Europa). L'unica cosa che si può e si deve fare è continuare a crederci, continuare a buttare le nostre cartaccie nel cestino e a rispettare la fila anche quando vediamo altri che ci passano di lato. Smettiamola di guardarci intorno e smettiamola di cercare di fare i furbi per non sentirci gli ultimi arrivati (alias gli stronzi di turno), per l'ennesima volta dico: umiltà.
Tecnica anti cartaccia a terra
(con la gentile concessione di mia sorella, l'ideatrice)
Se vedete qualcuno davanti a voi che lancia a terra (più o meno evidentemente) la carta della caramella, il volantino appena preso, ecc. bè raccoglietelo, andate dal soggetto e ditegli: "Scusi, penso che le sia caduto questo!".
Vi assicuro che vi farete tante ricche risate a vedere le facce e a sentire le risposte della gente!
Questa è solo una delle soluzioni all'inciviltà, se ne avrete di nuove postatele XD O magari signori membri, trovate un angolo dove parlare di inciviltà. Sarebbe carino sentire le situazioni di assurdo menefreghismo in cui incappano tutti ogni giorno (soprattutto chi "pendola" come me)
Ciau
PS: come sono seria stasera ahahah giammaiiii!
Prima di cominciare il mio nuovo intervento, prometto solennemente che a breve proporrò all'attenzione di tutta la Gang quanto la signorina Brigante ha appena suggerito, ossia di dare avvio ad una discussione sull'inciviltà nostrana. A ben riflettere, non trovo persona però più adatta di Tyler, nello specifico, ad ergersi al ruolo di moderatore. Chi non ha conosciuto ed apprezzato, in passato, infatti, il suo onorabilissimo senso civico? Attendo pertanto una sua candidatura. Nel frattempo, riprenderei il discorso, riagganciandomi al problema dell'esistenza di una casta politica italiana ed ai riscontri negativi che la cattiva gestione pubblica ha sulla vita privata della maggior parte dei cittadini. E dopo soli due anni, ecco di nuovo le promesse ed i programmi elettorali. (Proprio poco fa ho aperto la mia cassetta delle poste; dentro ho trovato delle brochure relative al Partito Democratico.) Parole, parole, parole; parole, soltanto parole (e magari fossero d'amore). Ma di cosa abbiamo veramente bisogno noi cittadini? Di essere presi per culo, o di essere invece semplicemente presi in considerazione, come persone, di cui siano rispettati diritti ed esigenze, a cui venga dato un aiuto concreto per affrontare le difficoltà oggettive della quotidianità (soprattutto in questo particolare momento), a cui ci si relazioni con dignità? Ebbene, ripartiamo da questo concetto: dalla dignità. Per correttezza, chi governerà (a prescindere dal suo nome o dal suo colore partitico) dovrà necessariamente mettere noi cittadini al centro delle decisioni politico-economiche. Uno slogan scontato, starete pensando. Ma è bene sempre ripetere questi che dovrebbero essere considerati dei paradigmi assoluti, delle formule ingiudicabili da sbandierare senza remora alcuna. Purtroppo però certe frasi sono ritenute vere in teoria, senza però un reale riscontro nella pratica. Le mie parole mancano di sostanza e di contenuti nel concreto. E ciò perché mancano a monte delle scelte politiche coraggiose, che possano eliminare le sacche di privilegio a favore di lobby, corporazioni e monopolisti. La politica italiana ha ceduto al compromesso dei soldi, degli interessi personali. È sempre più a corto respiro e rinuncia invece a puntare al bene pubblico, rilanciando al contrario, sul lungo termine, crescita e sviluppo. È naturale che, sulla base di quanto detto, il costo della vita continui ad aumentare irrefrenabilmente: dalla benzina all'energia, dai beni di primissima necessità ai trasporti. Tutto ciò a fronte di salari che non tengono di certo il passo. Noi cittadini non abbiamo potere d'acquisto, ecco cosa. L'inflazione è addirittura doppia rispetto a quella “ufficializzata” dai dati Istat. La situazione economica, lo avrete capito tutti, è decisamente grave, gravissima. Il Paese non stenta a crescere, non cresce proprio! Le esportazioni diminuiscono, c'è stagnazione. Perché, secondo voi? Permettetemi di ripetere quella che è la mia visione (e non solo la mia): perché il senso dello Stato è debole e la cultura della buona amministrazione e dell'equità sociale addirittura sconosciuta. Non ci rimane, almeno per ora, di puntare sull'autodifesa personale. Confrontiamo le offerte rivolteci, scegliamo i prezzi, le tariffe migliori, facciamo giocare la concorrenza dal basso e, per quel che ci è possibile, boicottiamo i cosiddetti “cartelli”. Certo, per vivere bene non sarà tutto. (Un Paese evoluto come il nostro avrebbe bisogno di ben altro.) Sembreranno ovvietà le mie, ma la società dovrebbe offrire le stesse opportunità a tutti, evitando qualsiasi meccanismo che non premi il merito. Ma, sinceramente, almeno io (che tra l'altro non possiedo alcuna voce in capitolo) mi sono quasi stufato di ripeterlo. Ma continuerò a farlo finché campo. È la mia testardaggine, la mia perseveranza, anche la mia tenacia a costringermi. A differenza (della gran parte) dei politici, che se ne sbattono altamente il cazzo. A loro voglio dedicare uno dei più celebri brani di Vasco Rossi, Gli spari sopra:
“Se siete quelli comodi, che state bene voi, se altri vivono per niente perché i furbi siete voi, vedrai che questo posto, questo posto is beautiful! Se siete ipocriti, abili, non siete mai colpevoli, se non state mai coi deboli e avete buoni stomaci, sorridete! Gli spari sopra, solo per noi! Sorridete! Gli spari sopra sono per noi! Ed è sempre stato facile fare delle ingiustizie, prendere, manipolare, fare credere. Ma adesso state più attenti, perché ogni cosa è scritta! E se si girano gli eserciti e spariscono gli eroi, se la guerra poi adesso cominciamo a farla noi, non sorridete! Gli spari sopra sono per voi! Non sorridete! Gli spari sopra sono per voi! Voi abili a tenere sempre un piede qua e uno là, avrete un avvenire certo in questo mondo qua. Però la dignità dove l'avete persa? E se per sopravvivere qualunque porcheria, lasciate che succeda e dite: «Non è colpa mia!» Sorridete! Gli spari sopra sono per noi! Sorridete! Gli spari sopra sono per noi! Sorridete! Gli spari sopra sono per noi!”
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