La sua ricerca, naturalmente, aveva uno scopo ben preciso. Non voleva una donna da quattro soldi, né tantomeno una squallida donzella di cui vergognarsi durante le passeggiate in centro. Voleva, insomma, una vera "femmina". Le sue amicizie, ma per lo più il suo lavoro, lo avevano portato a trascurarsi un pochino. Non avendo un bell'aspetto, per essere un aitante venticinquenne, decise di spendere i guadagni di una vita, 67 mila lire, per un trattamento estetico nella rinomata Beauty farm "Vieu que t'agiust", officina di bellezza gestita da un tizio, tale "Benedetto l'anticlericale", noto nazista con la fissa della messa la domenica, che si diceva facesse prodigi. Non fu il caso di Giggi. Benedetto, addirittura, chiuse umilmente il suo salone di bellezza dopo averlo incontrato, consapevole del fatto che lui i miracoli non poteva proprio farli. Non resta che gettarsi nella mischia così come la natura ci ha creato, fù il pensiero di Giggi rivolgendosi al suo neurone "Jeeg". Così fece. Si gettò, ululando e non prima di esibirisi in una folcloristica danza del ventre, nella mischia. "La Mischia" era un noto locale di spogliarello frequentato dalla Rieti "In". Uno di quei locali dove si và per incontrare la donna per bene. In quel locale, infatti, erano soliti riunirsi, un fottio di gioiosi camionisti sabini, che come dei burloni, amavano organizzare raduni di brave donne. Grazie a loro, difatti, la serata si chiamava "T.R.O.I.A." (n.d.r. consiglio di cliccare sulla parola). Giggi, appena giunto al locale, si fece notare da tutti. Indossava: Camicetta hawaiana stile Magnum P.I., foulard al collo color lilla sbiadito, cintura in finta pelle con borchie, inimitabili ed immancabili pantaloni di velluto a zampa di elefante della "Lebole" color muco, mocassimo marrone adattato, con sistema fai-da-te, a sandalo new-age e dal quale spuntava, disinibito, il calzino a scacchi color verde bottiglia con righe rosa. Come profumo utilizzò il temibile "Homeemerrd", una colonia che fù eliminata dalla produzione 30 anni prima, ma che lui amava utilizzare spacciandola per una partita ben invecchiata. Giggi raggiunse il suo posto nel locale facendosi spazio, tra la folla, a forza di scapaccioni a ritmo di dance-music. Nessuno notò il groviglio di cadaveri alla sue spalle e chi lo fece se ne guardò bene dal farglielo presente. Giggi ordinò un quantitativo di cocktail pauroso. Il barista dovette fare un urgente ordine di whiskey alla vipera, di cui Giggi era goloso, sperando che la consegna non tardasse neanche di un secondo, pena la decurtazione delle palle. La serata procedette senza colpi di scena. Tuttavia ebbe grosse difficoltà nel socializzare. Le sue pretese, sotto l'effetto di una letale sbornia fotonica, di farsi fare un "soffocone", non furono neanche prese in considerazione. La tristezza lo avvolse al tal punto da non fargli neanche compiere una strage dei presenti. Non lo avrebbe trovato divertente in quel momento. I suoi pensieri volavano verso la donna dei suoi sogni. Tutto ad un tratto si avvicinò un tizio al bancone del bar, un certo Pino detto "il Gigolò de noiartri", probabilmente ignaro delle voci circolanti su Giggi o forse sprezzante del pericolo, che con voce chiara gli disse: "Resò pippe pure massera"?. Pino lasciò per sempre una moglie, sei amanti e due figli. La svolta della serata arrivò poco dopo. Una donna, di gran classe, soprannominata dai più "Gilda la stuccafiletti", gli disse che avrebbe potuto presentargli una sua amica. Giggi aveva il cuore a tremila. Il suo sogno stava iniziando ad uscire dal cassetto. L'oscura tipa era un'attrice alle prime armi e con molta confusione sulle recitazioni da fare. Aveva da poco finito le riprese di un film con Tomas Milian intitolato "Delitto al Blue Gay". Aveva interpretato la parte di una ballerina uccisa in un locale di drag queen, anche se il regista le continuava a dire che lei era l'uomo e non la donna. L'enigma di questa donna era diventato l'enigma erotico di Giggi. Volle conoscere questa attrice a tutti i costi. In testa non aveva più niente se non l'ombra di questa figura femminile che lui cominciava ad intravedere nel suo futuro..... Fine parte seconda. Judas
domenica 6 aprile 2008
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1 commenti:
Le vicende amorose di Giggi mi stanno tenendo incollato a questo pc. La tua narrazione, Judas, mi inebria, è ammaliante come un canto di sirene. Certo, però, il riferimento visivo allo scroto acuto è davvero inquietante, lasciamelo dire.
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