Quando il più vecchio tra gli uomini doveva ancora emettere il suo primo respiro e la Terra era soltanto una remota idea nella mente dell'Onnipotente, esisteva il Cicolano. Lì viveva un angelo. Ma sbagliereste a pensare che costui fosse un angelo qualunque. Si dà il caso, infatti, che quello di cui sto parlando ancora oggi sia considerato l'angelo più vizioso mai conosciuto. Chissà quanta noia dovette provare quel lontano mattino, al suo risveglio, il Signore, quando, stufatosi della pesantezza degli altri angeli, decise di crearlo. Con un po' di luce dipinse la sua pelle diafana e con dei fili d'erba gli occhi; col sole compose i capelli e con le nuvole plasmò le ali. Appena nato, l'angelo si rivelò subito per quello che era. Costui non era asessuato, bensì gli fu concesso il dono di essere una donna. Dio le diede pertanto il nome di Angela. Ella non passava le sue giornate come le altre creature celesti: non intonava canti d'usignolo, né intrecciava margherite o si tuffava sulle nuvole. Ella amava piuttosto fumare Camel light, bere birra e Jagermeister. Col tempo, iniziò anche ad appassionarsi di calcio. Destino volle che, contro il parere del Padre Eterno, ella diventò tifosa della Juventus. È per questa ragione, si narra, che, infuriato, il Signore la cacciò dal Paradiso, spedendola senza troppi fronzoli in una regione impervia ed abbandonata, sul neonato pianeta Terra: il Cicolano. Nonostante al suo fianco gli fu affidata una donna assennata, grande sostenitrice rossonera, in quelle zone poté coltivare la sua smisurata passione per la Vecchia Signora. Oggi, a distanza di anni, ella è sufficientemente pronta, a suo dire, per affrontare il prestigioso campionato 2008/09 di fantacalcio organizzato dalla Gang Apart. In collaborazione col suo attuale compagno di vita, il sottoscritto Lou Brown, ella ha già realizzato le maglie (qui di seguito pubblicate), che i calciatori da lei selezionati indosseranno per l'intero arco della stagione:
Nelle maglie è palese l'omaggio alla contrada senese dell'Oca, di cui lei si innamorò follemente durante un breve viaggio col qui presente, avvenuto lo scorso ferragosto, in concomitanza col suo 25esimo compleanno. Sebbene ella l'avesse sostenuto fortemente al Palio del giorno seguente, l'Oca, dopo una corsa dominata fino all'ultimo giro, si classificò solamente seconda, alle spalle del Bruco, secolare alleato dell'Istrice, mia contrada preferita, in quell'occasione non partecipante in quanto vincitrice dell'edizione di luglio. Perché divenni un accanito tifoso dell'Istrice? Presto detto: al di là del fatto che il Bed & breakfast in cui alloggiavamo si trovasse tra i suoi confini rionali, in realtà vendetti il mio sostegno, al pari di un mercenario, in cambio di un paio di bicchieri di vino ed uno di spumante offerti cortesemente da tre giovani contradaioli durante una festa svoltasi accanto a Porta Camollìa.
"Istrice nostro dai quattro colori
l'anima sei di tutta Camollìa
nei tuoi vessilli vibran mille cuori,
e la passion spandi in ogni via.
Sol per difesa, pungo, e nella sfera
alta del cielo a pungere l'azzurro
con il suo dolce serafico sussurro
vola in gembo del venti la bandiera.
Istrice amato
torna per ogni strada a stamburar.
Come l'estate
il cuor riscaldi e il sangue fai vibrar.
Bella contrada
apri il tuo cuore più della tua porta
sei ormai risorta
e più nessuno vincer ti potrà!
Si sa che la tua gente quando scende
giù verso Piazza è come un fiume in piena
Risuona per le antiche vie di Siena
un canto che nel cielo si distende
e tutta Siena canta: Istrice avanti!
E ne verrà sicura la vittoria
perché ormai uniti siamo tanti
torna di Siena vetusta, un'altra gloria!
Istrice amato
torna per ogni strada a stamburar.
Come l'estate
il cuor riscaldi e il sangue fai vibrar.
Bella contrada
apri il tuo cuore più della tua porta
sei ormai risorta
e più nessuno vincer ti potrà!"

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