Pages

martedì 13 maggio 2008

Amsterdam, il paese dei balocchi

“Il paesaggio olandese ha tutte le qualità che rendono così piacevole la geometria. Un viaggio in Olanda è un viaggio attraverso i primi libri di Euclide”.
Aldous Huxley

Irriverente, lussuriosa, eccitante. Un mix di provinciale e di cosmopolita che mostra una rara e spiccata preferenza per il mondo giovanile, per le droghe, per il sesso, una vocazione innata a compiacersi nella tolleranza, in una permissività che a volte si fa provocazione. C'è chi dice che la miglior vacanza ad Amsterdam è quella che, dopo, non riesci a ricordare. Ed in effetti, anche noi ragazzi dell'allora V E, sette anni fa, abbiamo assaggiato questa sua reputazione. Amsterdam è un autentico luna park, un paese dei balocchi che calamita a sé crazy people da ogni angolo del pianeta. In questa città, la volontà di rinnovare e collaudare il futuro sconfina spesso nell'imprevedibile, nella trasgressione più esasperata, ma legalizzata ed anzi tramutata in ordine costituito. Per quanto le guide turistiche si dilunghino sui bei canali e sui celebri museo come il Van Gogh o il Rijksmuseum, sul traffico dei battelli e sul mercato dei fiori, è la gente che fa di Amsterdam una località particolare da visitare. Un popolo folle e coraggioso, aperto e spontaneo, che ama la vita senza filtri, che dimostra un'agghiacciante attitudine di fronte agli eccessi avvalendosi di una generosa apatia e di una compiaciuta tolleranza. Eppure, dietro le dimensioni modeste e gli stereotipi del tutto è permesso, questa città nasconde una miniera di particolari seducenti, di segreti gelosamente custoditi e di curiosità insospettabili che si aggiungono a quella fama libertina che da decenni ne fa la meta prediletta dai giovani in cerca di trasgressioni, dagli avventurieri on the road, la patria dell'eccesso e del memorabile oblio. Per ricordare e dimenticare ancora, spero con tutto me stesso che un giorno non troppo lontano i sei membri (floridamente lunghi, vivacemente turgidi e disincantatamente sbrodolosi) della Gang Apart più l'ammiraglio Dago possano decollare in quella direzione e condividere lì, tutti insieme, il più arrembante week-end della loro vita.

1 commenti:

Lou Brown ha detto...

Mi spiace notare come questo post sia passato praticamente inosservato. Mi sarebbe piaciuto che qualcuno di voi avesse risposto con un'espressione di giubilo tipo, che ne so, "Tutti ad Amsterdam!" od un semplice "Ooohhh aaahhh, Brown!"