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mercoledì 21 maggio 2008

Il pollo trema

Che sapore ha la vittoria? Quello di una pralina di cioccolato o del latte bevuto dal seno materno? Quello di un frutto, che ne so, di una fragola, di un kiwi, di una pesca? O quello del miele denso, leggermente caramellato? Per un attimo ci è sembrato quasi di percepirlo sulla lingua. Ma per poter assaporare al meglio quella squisitezza, avremmo dovuto azzannare l'incontro, senza che gli avversari ce lo sottraessero all'ultimo momento dalla bocca. Si pretendeva l'eccellenza, sebbene nessuno nella nostra squadra potesse dirsi tale. Eppure, in una dirompente serata di pioggia, quando il tempo appare bizzarro per la stagione che andiamo vivendo, tutto allora può accadere. Anche che una piccolo, neonato darts team di quartiere, decimato dall'assenza di alcuni tra i più rappresentativi atleti, sfiori di un nonnulla il successo, costringendo gli sbalorditi avversari ad uno sprint giocato al fotofinish. 8-9, il punteggio conclusivo (21-23 il computo dei legs). Due set rispettivamente per il sottoscritto Lou Brown e per Dago (sotto le mentite spoglie del Gufo), clamorosamente vincenti anche nel doppio; due set anche per Chopper ed uno, aprite bene le orecchie, per Pelo Largo, portata in trionfo per l'intero locale di via Micioccoli. Ci siamo fatti scappare i due punti, questo è vero. Ma i campi di freccette sono ormai destinati a diventare il nostro santuario. Eccolo lì, fuori dal vortice dei disordini e degli odii. Lì, dove tutto sembra comunque uguale: lotta, sopravvivenza, vittoria, sconfitta. È soltanto un gioco, forse. Ma noi lo adoriamo.

1 commenti:

Judas ha detto...

Grandi ragazzi!!! Sono fiero di voi!! Ho rosicato come un bestia per non essere stato dei vostri.....chissà....magari l'avremmo sentito quel sapore!!