Pizza connection
Il pomeriggio scorreva lento ed inesorabile, le ennesime ore solite e grame che la combriccola di via Vazia avrebbe condiviso unita, guidata, nella sua scorribanda per le strade del quartiere, dalla musica blasfema dei Sanculamo o dagli irriverenti scherzi telefonici ai danni di Mario Magnotta, bidello aquilano venerato da Tyler e compagni come fosse una divinità sacra. «Io senta, porco ***! Adesso mi ha veramente rotto i coglioni!» Le risa sguaiate seguivano puntualmente l'esibizione dell'attore di turno che azzardava un'imitazione della voce originale. «Mannaggia *** e porco ***! Basta! Mi avete rotto i coglioni! Mannaggia la *******! Basta co' 'sta lavatrice! Io doma' mattina ritorno al mio giudice, al mio avvocato e vediamo un po' come si mette la questione!» Le risa si moltiplicavano, battuta su battuta fino a sciorinare l'intero dialogo con disarmante precisione. Ciascuno di loro (parlo nello specifico di Tyler Durden, di Chopper Read e del compianto Nelson Pucci, disperso Dio sa dove in compagnia della vecchia Signora, sua futura consorte) conosceva quel brano a menadito. Per memorizzarlo era bastato loro rimanersene seduti accanto alle casse del proprio personal computer sul cui schermo veniva costantemente trasmessa l'homepage de “Il manicomio online”, primo progetto di invasione del Net messo in atto dai ragazzi di Piazza T. In quel pomeriggio, spensierato e giulivo, il ridere indistinto e confuso era proseguito ad un ritmo talmente martellante, che i tre bracconieri della strada avevano avvertito d'improvviso una curiosa voragine allo stomaco. Il languore cominciava a farsi sentire, ma il tempo della cena era ancora piuttosto lontano. I tre pensarono dunque ad una piccola merenda: un trancio di pizza da 1.000 lire mandato giù da qualche sorsata di Coca Cola o di birra. Ad ospitare il loro pomeridiano convivio, una pizzeria a taglio situata sulla Terminillese (per evitare che Chopper scassi il cazzo con questioni relative alla tutela della privacy ed al rispetto del trattamento dei dati personali, a malincuore sono costretto ad omettere dal racconto il nome dell'attività). Prima Nelson, poi Chopper, chiesero un pezzo di pizza margherita. Fu quindi il turno di Tyler, che si attenne alle due precedenti ordinazioni, prima di spostarsi dinanzi alla cassa per effettuare il pagamento. Allungate le 1.000 lire alla commessa, ella infilò la banconota nel registratore senza tuttavia battere alcuno scontrino. Poco male, immaginerete voi. Non fu però del vostro stesso parere Tyler, il quale, risentito per la mancata annotazione fiscale, con tono di voce austera richiamò l'impiegata: «Guardi che non mi ha fatto lo scontrino.» «Ma sì che gliel'ho fatto!», rispose lei, mentendo spudoratamente e mandando così su tutte le furie Tyler che, senza pensarci due volte, lanciò il trancio di pizza che teneva in mano, colpendo in pieno volto la ragazza. Impietrita, ella lo rimase a guardare. Nei suoi occhi ci vide il fuoco di miliardi di fiammiferi accesi contemporaneamente, lo sguardo infernale che solo il Diavolo può avere. Che fosse stato davvero lui il Diavolo?
3 commenti:
Quando ripenso a queste prodezze mi rendo conto che, CAZZO!! Ero proprio uno scoppiato!!!
Scommetto quello che volete che la prossima puntata sarà ambientata a pian de roche, e riguarderà qualche sbrogna fotonica.
Chissà! Forse hai ragione, forse no...
Cmq sentendo queste antiche gesta di Tyler non mi sorprendo più per quello che ha fatto il nostro Carisssimo AMICO .....a Capodanno.....normale amministrazione
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