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lunedì 21 luglio 2008

... e Winchester divise le acque

La Gang Apart arriva dove molti altri non sono stati in grado di giungere, sbarcando, con la sua prua fieramente eretta a mezzogiorno, sulle acque gelide del fiume Velino. Il suo obiettivo: colonizzare col suo credo divino l'assopita cittadinanza reatina, riunitasi per celebrare la 40esima edizione della Festa del Sole. Finora l'uomo non era mai arrivato così vicino dallo sonfiggere la natura. È stato necessario allora che, in una qualsiasi domenica di luglio, Winchester abbassasse minacciosamente le serrande della sua attività e si tuffasse, con un doppio carpiato arrotato e inforchettato, nell'inerme fiume locale, conscio, quest'ultimo, che di lì a poco sarebbe stato omaggiato con un interminabile terremoto di schiaffi rifilatigli dal nostro membro (lungo come il braccio della legge dettata da don Pierluigi a forza di bastonate su per il groppone ormai destinato a diventar curvo, turgido come il capezzolo stuzzicato abilmente dalle dita esperte ed affusolate della mano collegata all'estremità del poderoso braccio della legge - che non è affatto uguale per tutti; immaginate, ad esempio, un gracile orientale per nulla dotato, nudo di fianco ad un arzillo negroide della famiglia Masai affetto da elefantite - e sbrodoloso come la schiumosa birra alzata in aria dalla leva dal gomito che lega il tracotante braccio della legge). Dinanzi ad un pubblico sorpreso, le poderose bracciate di Andrew apparivano come le eliche traenti di una nave da crociera. Li aveva incantati. L'acqua, sollevata dai ripetuti colpi sferratigli addosso, battezzava i presenti anche a distanze superiori ai 100 metri. In pochissimi , quel giorno, avevano avuto la bizzarra idea di portare con sé un ombrello, data l'afosità della giornata. Gli stessi hanno smesso di vivere poco dopo, semplicemente perché incautamente sventati alla pioggia benedetta dal glorioso ed onnipotente Winchester. In suo onore, il popolo suddito aveva voluto conferirgli una medaglia di bronzo. Nonostante l'affronto, il nostro illustrissimo associato li avrebbe perdonati tutti se, nel chiamarlo sul palco a ricevere il premio, uno di essi, munito di microfono puntato dinanzi alla bocca, non avesse compiuto il disgraziato atto di sbagliare clamorosamente la pronuncia del suo cognome, dagli avi acquisito alle origini per distinguersi dall'imbarazzante feccia che tuttora sbadatamente affolla la Terra. Tale gesto, dunque, ha smosso a tal punto le ire di Winchester che rimbombi simili a fuochi d'artificio sono esplosi sul cielo sovrastante le teste interdette della gente di Rieti, lestamente ritiratasi nelle proprie dimore, pochi minuti dopo, ed ora già immersa nell'incubo di incontrare nuovamente Andrew, stavolta nascosto nel buio agghiacciante del tetro cimitero di via Angelo Maria Ricci. Ciascuno di loro, proprio ora, sta sognando il suo lungo, turgido e sbrodoloso braccio della legge, indicargli il proficuo cammino dello "Shining Path", che conduce infine alla purpurea lanterna custodita tra le sapienti braccia dello spirito unico ed immortale della Gang, una lanterna in grado di illuminare ogni cosa col suo fascio di luce fotonica. Lo strabilio, da stanotte, sia con voi. Amenia.

mercoledì 16 luglio 2008

Sette dardi tra le tette

Grande entusiasmo ieri sera tra le fila della Royal Gang Apart Darts, che, nel secondo turno del torneo estivo di cricket, si è imposta per 7-0 sui giovani avversari del "Bar Trebula" di Monteleone. Anticipata la gara alle ore 19.30 presso il locale sabino, capitan Judas e Lou Brown sono stati accolti coi guanti bianchi dal gestore dello stesso, un'allupata donna di mezza età di origini calabresi, che, a tette di fuori, ci ha guidato nella stanza adibita al gioco e fatto le presentazioni dei nostri novizi sfidanti: una ragazza di 20 ed un tizio di 19 anni, intimoriti come avessero di fronte Phil Taylor e John Lowe (per chi non lo sapesse, più volte campioni del mondo di freccette). Ed, in effetti, nonostante i biechi tentativi della porcona di distrarci, massaggiandosi i seni e umidificandosi le labbra con la lingua, in men che non si dica i due reatini hanno raso al suolo ogni sogno di gloria degli opponenti, i quali, al termine dell'incontro, si sono sdraiati a terra lasciandosi calpestare come tappeti sino alla porta d'uscita. La sonora vittoria convincerà i due campioni di casa nostra a trascorrere assieme la serata per prendere una toppa semi-colossale ed ascoltare Andrew narrare delle sue recenti avventure in terra sicula.