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martedì 20 ottobre 2009

Il pentimento di Tremonti


Giulio Tremonti si pente, Giulio Tremonti fa l'elogio del posto fisso. Sì, proprio lui, che col suo Governo aveva varato la "Legge Biagi", proprio lui che aveva preso a cuore la teoria della flessibilità e l'aveva fatta pratica. Cosa ha dipeso questa sua improvvisa virata? Qual è la causa di questo ribaltone che rischia anche di portarlo in rotta di collisione col proprio partito, ma soprattutto col suo amato amaro Silvio, impegnato in quella che costituisce, senza dubbio, la madre di tutte le sue battaglie, ossia la propria sopravvivenza politica, alla faccia di tutti i suoi spurting partners. Il pensiero di Giulio, almeno da quanto si evince dai media, si basa (a mio avviso, a ragione) sul fatto che il nocciolo duro della politica contemporanea sia racchiuso in una sola parola, "sicurezza" (al contrario, la parola magica degli anni Novanta era "tasse"). Il suo ragionamento è che nelle comunità aggredite dalla crisi, dominate dall’incertezza sul futuro, oggi sia più forte, per l'appunto, la domanda di stabilità e certezze. «Non credo che la mobilità di per sé sia un valore», ha affermato Tremonti, durante un convegno organizzato a Milano dalla Bpm. «Penso che, in strutture sociali come la nostra, il posto fisso è la base su cui organizzare il tuo progetto di vita e la famiglia». A voi, spazio alle repliche, ai commenti, alle critiche e alle reazioni di ogni genere (anche scorrette, l'importante è che siano libere).

17 commenti:

Enzo ha detto...

Sarò pacato...come la mia reazione appena ascoltata la notizia: "Te se pozza 'ngroppà n'aaah-aaa-aaasinu..." (leggere il "aaa" ansimando)

Siamo proprio delle belle bestie. Per quante ce ne possano fare, per quanto ci possano prendere in giro, riusciamo sempre a dimenticarcene, a perdonare, a placare la nostra indignazione, a rassegnarci. Non riusciremo mai a mimare il "top dello schifo" perché ci riusciamo ogni volta, ed ogni volta ce ne dimentichiamo. E che cazzo! Questo no..Non stiamo parlando di essere umani. Un uomo non si comporta così. Tutti possono sbagliare, ma cazzo quantomeno l'ammissione. Devi dire "ho sbagliato, scusate, sono un coglione, mi levo dalle palle" e poi sei un uomo. Invece non esiste un discorso del genere. Non ci sono uomini in politica, nessuno è disposto ad assumersi le proprie responsabilità, nessuno vuole mai smentirsi, nessuno vuole mai farsi da parte. Non sbagliano mai e soprattutto non mollano mai. E noi ci dobbiamo sorbire le loro stronzate senza nemmeno potergli urlare in faccia "VAFFANCULOOOOO!!!".

Sottolinea "sopravvivenza politica", esattamente quello. Esattamente cazzo. Anche se non conosco gli spurting partners (subito dopo il dirty sanchez ed un passo prima delle squirting partners?), ho sentito parlare di sparring partner. Quello intendevi? Avversari fantoccio? Pfff...dovrebbero evaporare tutti.

Mi sembra il sequel del film "C'era una volta l'I.C.I.", solo che anziché aggiungere il 2 hanno deciso di chiamarlo "Lo vuoi il posto fisso? Io talmente tanto che ho deciso di incollarmelo alle chiappe. Come? Grazie a te..."

Non so che cazzo dire..non lo capisco quest'uomo (3 monti). O meglio, credo di averlo capito benissimo. Vorrei che fosse il mio vicino di casa, non per altro, giusto per parlarci.

Cmq non è tanto eclatante come notizia...cioè, avrebbe potuto sparare altre mille cazzate e avrebbe fatto molto più scalpore, almeno agli occhi di tanta tanta gente...l'avranno intervistato che s'era appena svegliato forse.

Enzo ha detto...

Ps: foto fantastica.

Lou Brown ha detto...

Ammetto innanzi tutto l'errore: "to spar" e non "to spurt". Sorry! Comunque, accetto il tuo sfogo ed attendo che anche gli altri dicano la loro.

Brigante ha detto...

Bè, sinceramente non credo nel posto fisso, non voglio una società immobile. Se il lavoro circolasse potremmo cambiarlo ogni qual volta ci siamo stufati. In Australia ad esempio è facile trovare ultracinquantenni al lavoro da pochi mesi, non perchè li hanno cacciati dal posto dove erano prima, semplicemente stufi cambiano aria. Questo tipo di approccio mi piace, una società dinamica e i suoi mezzosecoli che sono ancora attivi e possono ancora imparare cose nuove. Nessuno di mia conoscenza ha lavorato tutta la vita al solito posto senza stufarsi, fatta eccezione di chi ha una passione specifica per una determinata e unica cosa (falegnami, tipografi, stallieri, contadini, ecc) ma un impiegato, che sia della banca o della posta o di qualsivoglia altro settore: non si stufa? Se poi non c'è carriera e se c'è al massimo è cambiare stanza non è un pò limitante? Cioè io mi stuferei dopo 10-20-30 anni a fare sempre la stessa cosa, per non parlare del fatto che il posto fisso significa non dare la possibilità a molti di appropiarsi di un posto di lavoro nuovo. Quante volte capita di vedere quelli che si piazzano e non se ne vanno più per arroganza di possedere di diritto una sedia? Vedi i politici, quelli stanno lì e sono sempre gli stessi (cambiano proprio di poco) eppure la politica non può essere sempre la stessa, le persone nuove portano novità, idee, nuovi scenari su cui costruire il futuro di una società. Il posto fisso per me equivale alla staticità fisica e mentale tipica del nostro paese e questa è una cosa che va cambiata, altrimenti continueremo a restare indietro e ad avere sempre gli stessi medesimi problemi. Cioè, è bello anche affrontare nuovi argomenti di discussione, nuove problematiche, questo accade se le persone si muovono sia fisicamente sia mentalmente. Noi siamo quelli che dopo 20-30anni stanno ancora discutendo sul nucleare, sull'aborto, sui finanziamenti alla ricerca, ecc e non ne usciamo perchè siamo così: sedentari, morti, apatici, tutti chiesa e famiglia. Usciamo da questo tunnel di monotonia e abbracciamo il mondo porca di quella vacca!!! XD

Lou Brown ha detto...

Io non penso che il concetto di "lavoro fisso" significhi appropriarsi vita natural durante di una qualifica, senza la possibilità che qualcheduno la possa mettere in discussione. Quello di "posto fisso", a mio parere, è un concetto ben più ampio di quello che si tende a credere. Forse è proprio il termine "posto" che trae in inganno. Non s'intende, nello specifico, il possesso di un luogo strettamente fisico, ma la capacità di avere un ruolo integrante nel mondo. Il concetto di "posto fisso" può essere anche rivisto come "contratto a tempo INDETERMINATO", un qualcosa che dà più garanzie al dipendente, sia nell'ambito del lavoro stesso, sia nelle prospettive di un futuro più sereno. Il legame non è così viscerale come si pensa, né dall'una né dall'altra parte. (Un dipendente può essere allontanato dal datore di lavoro per imperizia giustificata, ma può anche allontanarsi di sua spontanea volontà qualora si sia semplicemente stufato di ricoprire quell'incarico.) Un contratto a tempo indeterminato offre delle possibilità di crescita maggiore all'individuo. Chi è portato a prendere delle scelte veramente importanti o affrontare delle situazioni di superiore difficoltà con questa incertezza che contraddistingue il nostro presente economico? Pochi, si denota. E non parlo soltanto di organizzare il proprio matrimonio o far nascere dei figli, non è soltanto l'acquisto di una casa, di un automobile o di un altro bene mobile o immobile sul mercato, ma è l'insieme di tutte queste cose messe insieme che, così si suol dire, "fanno girare l'economia". Molti continueranno ad avere a cuore questo vacuo concetto di "flessibilità" ed io continuerò a rispettare i loro punti di vista. Ma... colgo l'occasione per citare me stesso (questa è una recensione critica al libro-guida "Jobbing", che scrissi 4-5 mesi fa): "Ma lo spirito d'iniziativa, la capacità di adattarsi alle fluttuazioni della domanda, la sensibilità nel leggere e nel comprendere le tendenze della società contemporanea non devono (o almeno, non dovrebbero) essere considerati soltanto nella loro accezione più superficiale ed apparente. "Flessibilità" non è solamente sinonimo di autonomia, di adattabilità e di mobilità, ma è anche una condizione generatrice di incertezza e precarietà. La flessibilità è da considerarsi sì come un continuo pellegrinaggio da un lavoro all'altro, ma anche come un mutamento significativo della percezione di se stessi, un'impossibilità a mutare le proprie esperienze in narrazioni continue". Favorire o salvaguardare il lavoro flessibile, a mio modestissimo parere, vorrebbe dire nutrire il già serio rischio di far contrarre all'uomo la stessa sindrome del Dio Proteo, figura mitologica capace di cambiare forma ad ogni momento, smarrendo tuttavia le proprie caratteristiche basilari, le proprie ambizioni e i propri sogni originari, semplicemente per adattarsi ai tempi e quindi per omologarsi ai canoni che gli vengono imposti dal sistema globale. Nulla contro chi si rispecchia in questo fenomeno socio-economico, ma occhio a coniugare soddisfazione professionale con realizzazione personale.

Winchester ha detto...

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/10/abi-mutui-moratoria.shtml?uuid=e25c4e70-be36-11de-87f0-590b6df8f1b9&DocRulesView=Libero

poi commenterò , intanto qualcosa di positivo succede

Brigante ha detto...

Possiamo anche parlare di Flessibilità come sinonimo di precarietà e incertezza visto che da noi non ci sono leggi adeguate a tutela di condizioni simili. Quindi se ogni discorso in merito si basa sull'attuale condizione posso anche essere d'accordo con Brown, ma non voglio pensare che sarà così per sempre, se si vedono le cose oltre quello che sono allora forse il concetto di lavoro flessibile non sarà poi così negativo, semmai potrà essere esperienza e arricchimento.

Tyler Durden ha detto...

Non riesco a trovare sufficenti ragioni per condannare l'una o l'altra forma di lavoro, in fondo, come voi avete sottolineato hanno entrambe pregi e difetti.
Condanno ovviamente quel bidét di Tremonti, ma l'ho già mandato al diavolo parecchie volte e mi sono stancato di farlo; immagino che anche al diavolo stia sul cazzo uno che parla come Ramazzotti, co la sordina della tromba in bocca e il ciufolo....sorvolo...per non offendere gli strumenti a fiato.

Comunque sia, penso che debba essere possibile per una persona scegliere non solo il tipo di lavoro ma anche il tipo di contratto.
Cercare infatti un salario fisso, piuttosto che uno a contratto determinato o a prestazione, dipende anche da una serie di altri fattori come: la più o meno presenza di un appoggio familiare, il quantitativo di retribuzione, le aspettative di crescita professionale, l'ambiente di lavoro, cosa pensiamo di fare con i soldi guadagnati, l'intensione di 'mettere su famiglia', il campo di lavoro ecc ecc.
In altre parole l'idea della mobilità/fissità lavorativa è comunque un arma a doppio taglio.

Ora, nel mio caso particolare, tanto per fare un esempio, non ho mai firmato un contratto con nessuno, non sò nemmeno che aspetto ha!...e devo dire che stando ai recenti sviluppi di collaborazione con altri studi, mi trovo molto meglio a lavorare sbattendomi di quà e di là come una palletta del flipper.
L'idea è: se Pinco non ha niente da darmi, questa settimana lavoro per Caio, e così via.
Ovviamente ciò richiede organizzazione premeditazione e una flessibilità del tipo: spremersi le meningi 12 ore al giorno per una settimana, e magari, la successiva farlo solo per 6-7 ore.

La cosa più stimolante comunque resta sempre avere a che fare con persone che ne sanno più di te e non, contemporaneamente.
Oltre che ovviamente a ragionare su un problema in gruppo, con persone più inteligenti di te e non.
Ricordatevi infatti che l'inteligenza e l'elasticità mentale sono in gran parte qualità individuali, ma sono in minima parte anche contagiose come un raffreddore.

Lou Brown ha detto...

E allora un consiglio da amico, Tyler: sii un pochino più flessibile anche rispetto questioni non strettamente lavorative. L'elasticità e l'intelligenza si acquisiscono anche al di fuori della vita professionale.

Winchester ha detto...

...l'esempio di Tyler ci dà prorpio l'idea come un lavoro flessibile magari possa essere stimolante , e allo stesso tempo retributivo, un problema che però può essere insormontabile per ragazzi che debbano costruire una famiglia , comprare casa , una macchina beni che ormai nessuno può permettersi di pagare con soldo contante , ma solo tramite finanziarie varie .
Innanzitutto io ribadisco non condanno Tremonti , anche gli ultimi sviluppi mi danno ragione , è una marionetta , in mano alla classe economica del paese e cerca in tutti i modi di far quadrare i conti , (vedi l'esternazione del premier riguardo L'IRAP), ora come cazzo si fa a pensare di tagliare di netto una tassa che serve???????, non sarebbe meglio riprendersela con le banche ...(vedi Tremonti) che dovrebbero adeguare i loro tassi che al momento dovrebbero essere molto più bassi????? molte lo hanno fatto ma mantenendo clausule con percentuali molto alte , vedi lo spring (percentuale fissa di un mutuo variabile ) che non dovrebbe aggirarsi più su del 1,5% , mentre ci sono banche che applicano addirittura 2-3 % , .....sicuramente se le Società e industrie avessero più liquidità , e/o forse si potrebbe pensare anche ad una riduzione delle tasse , vi spiego , + Liquidità=+investimenti -
+investimenti=-disoccupati
+lavoro=+acquisto merce
+acquisto merce =+più entrate fiscali .....ma le tasse che si dovrebbero togliere sono non solo quelle ad ogni cittadino , ma anche alle imprese che almeno uno stipendio per un dipendente non lo debbano pagare doppio come succede ora , e cerchino escamotage tali da pagare sempre meno un operaio per non gravare con le tasse sull'azienda

Lou Brown ha detto...

"E allora un consiglio da amico, Tyler: sii un pochino più flessibile anche rispetto questioni non strettamente lavorative. L'elasticità e l'intelligenza si acquisiscono anche al di fuori della vita professionale." Proprio ora stavo rileggendo il commento che ho scritto e ho pensato che qualcuno tra i lettori avrebbe potuto fraintendere il tono del mio intervento. Una emoticon apposta sul finire della frase avrebbe fatto capire meglio che la mia era pura ironia nei confronti dell'irreversibilità dell'amico nostro carissimo, Signore del dissenso, Tyler Francis Bagbie Durden. Il accuse!

Lou Brown ha detto...

Concordo poi col ragionamento di Winchester che, come sempre, cifre alla mano, pone sul piatto commenti insindacabili.

Brigante ha detto...

Tremonti non è un burattino, per me è un cretino!!!!

Brigante ha detto...

e poi basta parlare di aiuti alle famiglie, di mutui ridotti per le famiglie, c'è una realtà fatta di convivenze e giovani che vogliono vivere lontano dalla famiglia!!!

Winchester ha detto...

sbagli a parlare così Carlita , senzadubbio servono aiuti per i giovani , ma tu parli così perchè sei arrivata a quel punto di andare via , mettiti nella realtà di una famiglia con qualche figlio più piccolo di pochi anni , che magari con un po di sacrificio riesce a comprargli le cose per andare a scuola , sono le famiglie , e le coppie , che danno vita ai giovani , non ce ne scordiamo , che poi con il crescere deve esserci anche un aiuto esterno per poter maturare d'accordo , ma nei primi anni è solo la famiglia che può darti la vita per scegliere

Brigante ha detto...

No, non parlo così perchè me ne voglio andare via, parlo così perchè immagino tutte le situazioni non ufficializzate sotto la voce "famiglia" ad esempio: ragazze madri, coppie gay-lesbiche, convivenze, single di 30anni, ecc.

Brigante ha detto...

ah, per la cronaca le coppie gay aventi figli in Italia sono circa 110.000 (dati di un Current Doc), forse il dato vi lascerà a bocca aperta come ha lasciato me, ma è una realtà abbastanza grande e soprattutto in crescita. Come fanno? Le coppie lesbiche possono usufruire della fecondazione all'estero, gli omosessuali hanno amiche disposte a regalargli un bambino, e via così, vi sembrerà allucinante ma mettetevi nei panni loro, non hanno alcun diritto e ogni sogno se lo devono costruire inventando modi per aggirare le leggi che non permettono a tutti di essere uguali. Queste non risultano famiglie, per nessuno, ma vi assicuro che le coppie gay con figli non producono altri gay, spesso chi non aggira le leggi come gli altri lo fa per paura di incappare nella deficienza di qualcuno che potrebbe prendere di mira un bambino solo perchè frutto di due mamme o due papà... penso che su questo tema toccherebbe farsi un grosso esame di coscienza.