
Indovina, indovinello: cosa si fa sabato di bello? Domanda più che lecita, considerando che la Gang è ormai ad un passo dal compimento del suo primo anno di vita. Senza poi contare il fatto che si è nel bel mezzo del periodo carnevalizio e che si è, infine, ancora in debito di festeggiamenti con l'amico nostro carissimo (e un po' sfigatello) Judas. Il 21 febbraio prossimo venturo sarebbe stata l'occasione adatta per accorpare questi tre eventi. Purtroppo, come Brown ha avuto modo di scoprire ieri sera, Andrew Winchester e Manu non saranno a prescindere della serata per via di una festa di laurea a cui avevano già aderito da tempo. L'intraprendente Lou ha sentito anche Semenza, il quale ha riferito che, per ora di cena, sarà impegnato a casa per celebrare un altro compleanno, quello della sorella. Sarebbe dunque da avvertire il colonnello ed esporre, membri onorari e non, il proprio punto di vista a riguardo. Brown ha fatto già sapere che, nell'eventualità, è disposto ad aprire le porte della sua taverna, l'antica camera iperbarica, ora adibita a sala cinematografica.
Nel 1988 le cose erano state più semplici rispetto agli anni a venire e mi era bastato anche poco per riuscire a rimorchiare la più carina della classe, tale Patrizia. Ero riuscito nell'impresa regalandole una rarissima figurina di Candy Candy, la famigerata ed introvabile numero 27, se non erro, stampata in pochissimi esemplari e poi ritirata per motivi etici dal mercato. In quella figurina, la beniamina dai capelli dorati, era ritratta con l'amichetto Terence nell'atto di infilargli la manina nella patta dei pantaloni. Grazie a quella figurina adesiva, Patrizia, potè chiudere l'album dedicato alla simpatica crocerossina ed iniziare quello di Lady Oscar. Entusiasta per quel regalo (dovetti comprare 54 KG di bustine prima di trovare quella fottuta numero 27), non sapendo come ringraziarmi, mi chiese di scegliere per lei. Le suggerii di prendere spunto proprio dall'interessante tematica di quella miniatura. Inutile dire che la ragazza non capì. L'ho rivista recentemente alla Coop mentre faceva spesa con il marito. Brutta da far spavento anche a Buttiglione. Per evitare l'incontro mi sono chiuso in un freezer, mischiandomi abilmente tra i "Quattro salti in padella" e gli hamburger "Fini". Ho rischiato di perdere un rene. Nei primi anni novanta, compiuti gli undici, dodici anni, passando dalle scuole elementari alle medie, i compagni di classe considerati più "difficili" e disadattati, furono, paradossalmente, quelli che ebbero la meglio sulle prede in minigonna. Deviax (e uno che si chiama così è già per definizione un disadattato), di origine ellenica, ancora ad 11 anni, scriveva "casa" con la S rovesciata e confondeva la T con la D e la M con la N. A suo favore giocavano però il bell'aspetto ed una forza taurina. Questo grandissimo idiota, per di più, soffriva di convulsioni e di tanto in tanto, si rotolava per terra in preda a spasmi terrificanti schiumando dalla bocca come un tarantolato. Le convulsioni andavano molto di moda nei primi anni. Un decennio prima andavano di moda i pidocchi, ma lo scettro, in fatto di popolarità, era detenuto dall'asma allergico. A differenza dell'asma, però, le convulsioni attraevano le ragazzine di quell'istituto cosi come le api lo sono dai fiori. Era motivo di vanto, per le ragazzine, averci il fidanzato affetto da convulsioni. Più schiumava e meglio era. Deviax risultò gettonatissimo. L'asma era invece da rachitici, intellettuali e perfino militanti di sinistra. Esonerati dall'ora di ginnastica ci si ritrovava in un angolo della palestra a leggere Herman Hesse e la Pivano, badati a vista dall'irreprensibile Prof. fanatico della pallavolo e sempre poco convinto del nostro stato di salute. A turno si dava un colpo di tosse ed il sospetto di essere degli imboscati svaniva. L'asma non se la filava più nessuno. Passai un paio di anni di magra assoluta. A parte qualche gioco della bottiglia, dove mi capitò di limonare, piuttosto svogliatamente, con una certa Carlotta, tipina carina ma che aveva un alito che ricordava troppo da vicino le "terme di Cotilia". Quel bacio mi fece piangere dentro e mi ustionò le papille gustative. Fù con l'arrivo dei Duran Duran alle nostre orecchie, quindi senza che nessuno glielo avesse chiesto, che le nostre coetanee scocomerarono definitivamente. L'incarnazione maschia di quei quattro cretini, stava facendo impazzire i loro già instabili ormoni. Scritte come "Nick sei troppo BBono" cominciarono a moltiplicarsi sui diari "Linus", in più, sempre le nostre amichette foruncolose, cominciarono a puzzare di sudore come non mai ed a piangere senza alcun motivo apparente. L'era della convulsione come "status symbol" era conclusa, ed anche Deviax si dovette adeguare ai tempi: da convulso divenne un "Wild Boy". Per farsi bello agli occhi di due tettone della seconda B, diede fuoco al nuovo bidello GIGGI. Giggi si era ritrovato a fare quel lavoro come debito verso lo stato. Il suo risarcimento. A seguito di una condanna per alta velocità (volava sulla Salerno-Reggio Calabria alla costante velocità di 425Km/h), fù costretto a fare dei lavori socialmente umili. Da lì la scelta di fare il bidello part-time. Giggi era rinomato per la grande quantità di cerume prodotto dalle sue orecchie. Bruciò come uno stoppino per due giorni e non ci fu modo di spegnerlo. Deviax era tornato ad essere il temibile "tombeur des femmes" di un tempo. Persi la pazienza. Sebbene fossi un asmatico e neppure troppo intellettuale, mi proposi di sfidarlo in una gara di velocità estrema a cavallo dei nostri rispettivi motorini. Deviax possedeva il leggendario ciclomotore "Ciao" truccato, capace di sfiorare i 225 Km/h, imbottito di piombo e cemento per evitargli di spiccare il volo. Io, avevo invece ereditato dal mio bis-nonno un Motobecane al quale avevo sostituito, grazie all'amicizia appena nata con Giggi il bidello, il cilindro 48cc con il motore di un peschereccio, un 9500cc a Kerosene. Scegliemmo il più lungo vialone rettilineo della piana. La posta in gioco era alta. Si trattava di Manola. Desiderabilissima vergine e scollacciata simpatizzante di noi temerari centauri. Ce la misi tutta. Manola doveva essere mia. A qualsiasi costo. Non fu difficile seminare Devix attrezzato di quel motore regalatomi dal buon vecchio Giggi. Superato il traguardo mi gettai sulla posta in gioco voglioso ed avido di coccole e saliva. Deviax, deluso da qual secondo posto, cambiò definitivamente rotta investendo i risparmi di una vita (dei genitori) in una nuova divisa paninara completa di Timberland. Ma una triste scoperta mi avrebbe travolto, come un macigno, di lì a poco: non solo Manola era già madre di due figli, di cui uno segretario del PSI, questa soffriva d'asma, di convulsioni e di alitosi. Quel che fu peggio, e che non potei sopportare, era il suo spasmodico amore platonico per Craxi di cui aveva una gigantografia in cameretta. Fortunatamente quel periodo è passato o quasi....non si esce vivi dagli anni 80.
Un nuovo sabato sera sta per arrivare. Qualcuno della Gang ha in mente qualche idea per celebrarlo nel migliore dei modi? Sappiate che la taverna di Lou sarà libera. Se volete farci un pensierino. Mi casa es vuestra casa, ricordatevelo!

Mancano ormai meno di dieci giorni al ventottesimo compleanno di Judas e meno di venti all'anniversario di nascita della nostra onoratissima associazione no profit (ma sempre e comunque, a voi tutti, "Prosit!"). La direzione della Gang sta pensando di combinare questi due avvenimenti con l'organizzazione di un'unica serata di grandi baldorie, in cui, peraltro, verrà proiettato il primo lungometraggio della Gang Apart Production, "Paura e delirio ad Amsterdam". Qui di seguito, vi proponiamo il trailer ufficiale:
Il qui presente Lou Brown intende mettere a disposizione la propria taverna, qualora non si trovino altri locali disponibili. Attendo vostre notizie.
